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    Napoli, cocaina nel flacone del detersivo: arrestata una donna nel rione Luttazzi

    Cronache » Cronaca » Napoli, cocaina nel flacone del detersivo: arrestata una donna nel rione Luttazzi

    Cronaca

    Pubblicato
    3 giorni fa circa (17:50)
    il
    27 Novembre 2020

    Napoli. Droga in una casa del rione Luttazzi a Poggioreale: arrestata una donna di 51 anni che nascondeva cocaina tra i detersivi.

    Stamattina gli agenti del Commissariato Poggioreale, con il supporto dell’Unità Cinofila antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti hanno effettuato un controllo in piazza Luigi Coppola presso l’abitazione di una donna. Tra le confezioni di detersivo gli agenti hanno rinvenuto, in un flacone, 17 involucri contenenti 10 grammi circa di cocaina.G.M., 51enne napoletana, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Cronaca

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    Foto di repertorio

    E’ morto in serata il 69enne di Maiori che, oggi pomeriggio, in località Pietre di Tramonti, nel comune di Tramonti, è rimasto schiacciato da un cancello in ferro riportando ferite alla testa.
    Subito soccorso da alcune persone presenti in zona, che hanno sollevato la pesante struttura, l’uomo è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 che lo hanno trasportato, a bordo di una eliambulanza, all’ospedale “Ruggi” di Salerno dove è deceduto. Sul posto, anche i carabinieri della locale stazione per i rilievi.

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    Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati

    Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati. Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Generale Francesco Pignatelli hanno notato un’auto con a bordo quattro persone che, alla loro vista, si sono allontanate per eludere il controllo. I poliziotti li hanno raggiunti e […]
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    Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (13:07)
    il
    24 Novembre 2020

    Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati.

    Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Generale Francesco Pignatelli hanno notato un’auto con a bordo quattro persone che, alla loro vista, si sono allontanate per eludere il controllo.
    I poliziotti li hanno raggiunti e bloccati in piazza Nazionale ed hanno rinvenuto, nell’abitacolo della vettura, una centralina, due chiavi telecomando e diversi attrezzi atti allo scasso.
    I quattro, napoletani tra i 24 e 36 anni con precedenti di polizia, sono stati denunciati per ricettazione e per possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli e sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché circolavano oltre l’orario consentito.

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    Flash News

    Pubblicato
    23 minuti fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Il gup di Milano Carlo Ottone De Marchi ha condannato a quattro anni di carcere per omicidio stradale Fabio Manduca.
    L’ultra’ napoletano era accusato nel processo che si è svolto con rito abbreviato di aver travolto e ucciso con il proprio Suv Daniele Belardinelli, ultra’ del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli. Per il quarantenne Manduca, assistito dall’avvocato Eugenio Briatico, i pm di Milano Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri avevano chiesto 16 anni di carcere per omicidio volontario col cosiddetto ‘dolo eventuale’. Tra 15 giorni le motivazioni della sentenza.
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    Manduca era in aula per la lettura della sentenza. A Manduca e’ stata ritirata la patente e il gup ha inoltre disposto che siano liquidate con 80mila euro in via provvisionale le parti civili, la mamma di Belardinelli, la moglie e la figlia maggiore.“La sentenza ha quanto meno dimostrato che non c’era volontarietà nell’azione del Manduca Le aspettative sono state raggiunte”. Così Eugenio Briatico, legale di Fabio Manduca, commenta la sentenza dell’ultrà napoletano imputato con rito abbreviato per aver travolto e ucciso con il proprio suv Daniele Belardinelli, l’ultrà del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli. Il giudice ha riqualificato il reato da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio stradale, condannandolo a 4 anni – “il gup ha riconosciuto attenuanti equivalenti alla contestata recidiva legata ad alcuni precedenti ma non specifici” – non a 16 anni come chiesto dall’accusa. “Manduca era in aula, era contento, soddisfatto del lavoro fatto. Aspettiamo il deposito delle motivazioni fra 15 giorni e poi decideremo eventualmente una modifica della misura dei domiciliari. Non è una sentenza definitiva, però, è una sentenza di 4 anni di cui ha già scontato 17 mesi”, conclude l’avvocato Briatico.

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    Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti

    Cronache » Cronaca » Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti

    Cronaca

    Pubblicato
    7 giorni fa circa (07:17)
    il
    24 Novembre 2020

    [scriptless]

    Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti.
    Ad esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Chiaia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di 7 persone, di cui 1 sottoposto all’obbligo di firma, gravemente indiziate di associazione finalizzata al furto e alla ricettazione di veicoli.Gli indagati, tutti gravati da precedenti e residenti nell’area Vesuviana, avrebbero commesso, tra aprile e dicembre 2018, una serie innumerevole di furti di auto di lusso tra Napoli e provincia e nel territorio agro-nocerino-sarnese.

    Le indagini hanno preso il via proprio a seguito di un furto di un’ auto di grossa cilindrata sulla via Riviera di Chiaia di Napoli. I carabinieri hanno individuato la targa dell’autovettura utilizzata dagli autori del furto, arrivando, ad esito delle indagini a raccogliere gravi elementi sull’esistenza di una vera e propria struttura organizzativa che, con una specifica distribuzione dei ruoli tra gli associati, si occupava di individuare le autovetture da rubare, predisporre tutti i mezzi e gli strumenti necessari ed infine eseguire materialmente i furti.

    I reati predatori venivano commessi utilizzando sempre la stessa tecnica, consistente nella preventiva ricerca di una autovettura parcheggiata in strada da trafugare; una volta individuata veniva forzato il meccanismo di accensione del veicolo; infine, l’autovettura rubata guidata da uno dei complici, si allontanava, scortata dagli altri, e veniva ricoverata in capannoni preventivamente individuati. Tra la strumentazione utilizzata per i furti, rinvenuta e sequestrata dai carabinieri: chiavi vergini con cui sostituire le originali, telecomandi, jammer e dissuasori per i sistemi di allarme e di rilevazione GPS.

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    Cronaca

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    Foto di repertorio

    E’ morto in serata il 69enne di Maiori che, oggi pomeriggio, in località Pietre di Tramonti, nel comune di Tramonti, è rimasto schiacciato da un cancello in ferro riportando ferite alla testa.
    Subito soccorso da alcune persone presenti in zona, che hanno sollevato la pesante struttura, l’uomo è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 che lo hanno trasportato, a bordo di una eliambulanza, all’ospedale “Ruggi” di Salerno dove è deceduto. Sul posto, anche i carabinieri della locale stazione per i rilievi.

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    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato, pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre

    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato. pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre. Soggetti vicini al clan “De Luca Bossa-Minichini-Rinaldi” tentano estorsione in una piazza di spaccio in zona Mercato. Vengono messi in fuga a colpi di pistola dal clan “Mazzarella”. Tutti finiscono in manette, arrestati dai Carabinieri.   Questa mattina, […]
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    In giro per le strade di Napoli con la droga: denunciate quattro persone

    Napoli. In giro di notte per le strade di Napoli: denunciate quattro persone trovate in possesso di piccoli quantitativi di droga. Ieri sera i Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Duomo hanno controllato un’auto con a bordo due giovani trovandoli in possesso di  3,5 grammi circa […]
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    Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 settimana fa circa (12:40)
    il
    18 Novembre 2020

    Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro. La decisione del Riesame a Napoli, in quattro verso il processo.

    Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura cautelare in carcere emessa lo scorso 22 settembre dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di Marco Di Lauro, ritenuto dagli inquirenti della DDA il mandante dell’omicidio di Ciro Maisto, ucciso nella villa comunale di Secondigliano, a Napoli, il 6 agosto 2008. A settembre i provvedimenti cautelari vennero anche notificati ad altre tre persone, Pasquale Spinelli, Nunzio Talotti e Gennaro Vizzaccaro, ritenute legate al clan Di Lauro coinvolte nel raid. Per i quattro, ora, si apre la fase processuale. Marco Di Lauro e’ stato arrestato nel marzo 2019 dopo circa 15 anni di irreperibilita’. Per la DDA che basa le sue conclusioni anche sulla dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali figura il fedelissimo Salvatore Tamburrino, Di Lauro avrebbe deciso l’omicidio di Maisto nell’ambito di una “epurazione” interna al clan.
    La vittima, infatti, era accusata di avere messo in discussione la leadership del clan, in quel momento storico rappresentata proprio da Marco Di Lauro. Il sostituto procuratore della DDA di Maurizio De Marco, durante l’udienza di oggi, ha consegnato ai giudici le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino, che fino al momento del suo arresto avvenuto dopo l’omicidio della moglie, era stato un uomo fidato di Marco Di Lauro. Maisto venne attirato in una trappola e ucciso nei pressi del rione Dei Fiori, a Napoli, meglio conosciuto come il “Terzo Mondo”, la roccaforte del clan Di Lauro.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Da quella residenza per anziani del Napoletano dove avrebbe dovuto essere amorevolmente accudita ne usci’ al tal punto disidratata da morire, qualche giorno dopo in un ospedale a Napoli.
    Un triste episodio sul quale per quattro anni ha indagato la Procura di Napoli e che oggi ha trovato l’epilogo con una condanna, esemplare, anche per il figlio dell’anziana donna, morta nel giugno del 2016. Insieme con il figlio-tutore dell’82enne, che affetta dal morbo di Alzheimer, sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il legale rappresentante della Rsa, e l’unica operatrice sanitaria presente nella struttura.
    La sentenza e’ stata emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Assise di Napoli. A tutti il sostituto procuratore Mario Canale, in forza alla sezione “Lavoro e colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, ha contestato l’abbandono di persona incapace seguito dalla morte.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dalle pubbliche funzioni per uno dei sei medici in servizio all’Asl di Aversa, coinvolto qualche giorno fa nell’indagine della Procura di Napoli Nord su episodi di assenteismo dal posto di lavoro.
    Si tratta del dirigente medico Enzo Iodice, coordinatore dei covid team e responsabile dell’emergenza per l’Asl di Caserta, in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed esponente di rilievo del Pd e dell’Udc. La revoca e’ sopraggiunta dopo l’interrogatorio cui Iodice si e’ sottoposto, in cui ha chiarito che in qualita’ di dirigente non aveva l’obbligo di marcare il cartellino. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri del Nas di Caserta, alla sede Asl di Aversa c’era una prassi consolidata di allontanamenti illeciti dal posto di lavoro; complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente.
    Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. Il Nas ha poi accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl, alcune delle quali, pero’, nel frattempo, hanno cessato il rapporto di lavoro con la struttura sanitaria

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