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    Operai feriti per errore ai Quartieri: fermati i 4 pistoleri

    Operai feriti per errore ai Quartieri Spagnoli. La polizia ha individuato e fermato 4 persone. In stato di fermo si trovano dalla notte scorsa Massimiliano Verrano, fratello di Gennaro, quest’ultimo ammazzato nel 2017, Carmine Nocerino, Francesco Cannola e Ciro Basile. Una quinta persona è riuscita a sfuggire alla cattura ed è ricercata. Gli agenti della […] LEGGI TUTTO

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    Vincenzo Lo Presto torna in carcere: il marito assassino di Fortuna Bellisario

    ______________________________ Vincenzo Lo Presto torna in carcere. Lo ha deciso la Cassazione che ha respinto il ricorso dei suoi avvocati. Vincenzo Lo Presto, 43 anni, condannato in primo grado a 10 anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale della moglie, Fortuna Bellisario, avvenuto a Napoli, nel 2019. Lo ha deciso la prima sezione della Corte di […] LEGGI TUTTO

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    Arzano, in giro con la Ferrari per la comunione del figlio: arrestato il boss Pasquale Cristiano

    ______________________________ La Tenenza di Arzano e il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato e condotto in carcere il boss Pasquale Cristiano. L’uomo è ritenuto elemento di vertice del gruppo criminale “167”, operante in città, costola del clan “Amato-Pagano”. Lo stesso, mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, veniva autorizzato lo scorso 6 giugno a […] LEGGI TUTTO

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    Ardea, inchiesta sulla pistola del killer. I familiari: ‘Non sapevamo dove fosse”

    ______________________________ La procura di Velletri ha aperto un’inchiesta per omicidio in relazione alla strage avvenuta ieri ad Ardea, vicino a Roma. E la famiglia dell’assassino-suicida ha fatto sapere di no sapere che fine avesse fatto la pistola del padre di Andrea Pignani, morti mesi fa e che faceva la guardia giurata. I pm hanno affidato […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, processo da rifare per la morte di Genny Cesarano

    ______________________________ Processo da rifare per la morte di Genny Cesarano. La ha deciso la Corte di Cassazione che ha rinviato a una nuova sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli il processo di secondo grado sull’omicidio di Gennaro Cesarano, detto Genny, vittima innocente della camorra, assassinato per errore in piazza Sanita’, a Napoli, […] LEGGI TUTTO

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    Ibizia, si è costituito il napoletano Michele Guadagno

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    Quando ha capito di essere braccato e di non aver alcuna possibilità di lasciare l’isola di Ibiza, il napoletano Michele Guadagno di 33 anni e’ consegnato stamattina alla Guardia Civil .
    Era ricercato per tentato omicidio per aver ferito gravemente a colpi di pistola Antonio Amato un altro napoletano di 28 anni nel corso di una festa in una villa privata dell”isola, nella notte tra venerdì e sabato.
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    La polizia nel corso della notte aveva chiuso tutte le possibili vie di fuga anche via mare dall’isola. Guadagno tra l’altro ha una società di noleggio di barche e i poliziotti spagnoli sospettavano che potesse utilizzare una delle sue imbarcazioni per poter lasciare Ibiza.
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    Intanto lo chef Antonio Amato continua a lottare tra la vita e la morte in ospedale, il Policlinico Nostra Signora del Rosario. Nel corso della sparatori che ha portato al suo ferimento è stato colpito anche un altro napoletano, un giovane della provincia di Caserta, ma ha lasciato l’ospedale per una ferita di striscio.A scatenare la lite sarebbero stati alcuni apprezzamenti a sfondo sessuale ad una ragazza che accompagnava uno dei due napoletani. LEGGI TUTTO

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    Napoli, il calciatore Liccardi arrestato a Zurigo con un carico di eroina

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    Da promettente bomber a corriere della droga: sconcerto per la storia di Marco Liccardi, il 26enne arrestato a Zurigo il 27 maggio scorso, raccontata da cronachedellacampania.it, ieri.
    Sui social la notizia dell’arresto del giovane, detenuto in Svizzera, insieme a Anna Varlese, 25enne napoletana, ma residente a Mondragone, ha destato molto scalpore.

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    Liccardi, militava infatti nella squadra di calcio Real San Martino dove era arrivato lo scorso anno per ridare verve al club biancorosso, ma ha militato negli scorsi campionati in Eccellenza e Promozione, con l’Ischia calcio, la Scafatese 1922, il San Vito Positano, Napoli nord. Una carriera iniziata nelle squadre dilettantistiche nella stagione 2017-2018.
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    L’arresto, dunque, ha destato molto sconcerto, come desta sconcerto l’inchiesta che si profila dietro l’arresto e l’importazione di 20 chili di eroina purissima dal Sud Africa all’Olanda, passando per Napoli e i broker della camorra che con l’appoggio della mafia nigeriana stanno alimentando le rotte della droga.
    Rosaria Federico LEGGI TUTTO

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    Droga, accordo camorra e mafia nigeriana: presi due corrieri a Zurigo

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    Camorra, mafia nigeriana e traffico di eroina sulla rotta Campania-Sud Africa-Olanda: arrestata una coppia di corrieri napoletani all’aeroporto di Zurigo.
    L’arresto di Anna Varlese, 24 anni e di Marco Liccardi, 25, allo scalo di Kloten a Zurigo in Svizzera con 20 chili di eroina, il 27 maggio scorso è un tassello di un’inchiesta che riscrive le rotte dei traffici di stupefacenti e le alleanze della camorra campana e dei broker della droga.
    I due – assistiti dagli avvocati Fabrizio Plozner e Alexandro Maria Tirelli dell’International Lawyers associates – sono attualmente detenuti nelle carceri svizzere dopo la ‘convalida’ dell’arresto chiesta e ottenuta dalla locale Procura che indaga sull’episodio insieme alla polizia internazionale.
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    L’arresto. I due – secondo quanto ricostruito fino ad ora – sono partiti da Napoli, apparentemente come una coppia in vacanza, in pieno lockdown da Covid-19, diretti in Sud Africa nella metropoli di Johannesburg. Un viaggio che i due giovani corrieri napoletani – incensurati – hanno concluso allo scalo di Zurigo il 27 maggio scorso, quando sono stati fermati e perquisiti dalla polizia frontaliera svizzera mentre stavano per proseguire il loro viaggio verso l’Olanda, ad Amsterdam, dove presumibilmente avrebbero consegnato il preziosissimo carico. Avrebbero concluso un affare che sul mercato dello spaccio nazionale e internazionale vale circa due milioni di euro per una partita di eroina acquistata in Sud Africa a poche centinaia di migliaia di euro.
    Liccardi e Varlese avevano nascosto la droga in grosse valigie, tentando di camuffare l’odore dello stupefacente e sfuggire al controllo dei cani anti-droga, ma il viaggio dei due – probabilmente – era già ‘tracciato’, ai funzionari è sorto il sospetto che stessero trasportando della droga e, dunque, non sono riusciti ad evitare le manette.
    Le nuove rotte della droga. L’arresto, per gli inquirenti, è un tassello importante per delineare le nuove rotte per l’ingresso della droga in Europa, ma soprattutto per capire come la camorra campana si stia muovendo per alimentare i suoi business criminali e le nuove alleanze. I due arrestati, provengono dall’area a Nord di Napoli al confine con il casertano, dove pare si sia stretta una santa alleanza tra clan e broker della droga legati alle cosche e la mafia nigeriana che controllo i traffici di stupefacente provenienti dall’Africa e diretti al Nord Europa attraverso la Penisola. E i due potrebbero essere proprio dei corrieri, ingaggiati dalle cosche napoletane dei Nuvoletta-Polverino che operano nell’area a Nord di Napoli e che, grazie ai contatti con i Nigeriani, possono acquistare grosse partite di stupefacente dal Sud Africa.
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    E proprio Johannesburg sarebbe diventato il nuovo ‘Sud America’ per i trafficanti di droga. L’eroina proveniente dall’Afghanistan viene trasportata via mare ai porti dell’Africa orientale (Somalia, Kenya, Tanzania e Mozambico) e poi da lì – via terra – arriva fino in Sud Africa da dove poi riparte per arrivare in Europa. Johannesburg, quindi, sarebbe uno dei principali depositi e punto di partenza per le spedizioni di grossi quantitativi di droga. Gli scarsi controlli agli scali e ai container dove vengono stipate le partite di stupefacente, ma anche la corruzione dilagante, ha fatto diventare il Sud Africa il nuovo ‘Klondike’ per i trafficanti europei e campani.
    Un affare che non è sfuggito ai clan della camorra e che sarebbe dietro l’arresto dei due corrieri napoletani arrestati la settimana scorsa. L’inchiesta che impegna diverse Procure antimafia italiane e la polizia internazionale potrebbe portare a clamorosi sviluppi e ridisegnare la mappa geocriminale dei traffici di stupefacenti.
    Rosaria Federico LEGGI TUTTO

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    Imprenditore di Gragnano rapito da magrebini e liberato dalla polizia

    E’ il figlio di un noto ristoratore di Gragnano, l’imprenditore sequestrato a scopo estorsivo da due magrebini e liberato dalla polizia a Orvieto.
    Lo hanno “invitato” con la forza a salire sulla loro auto, gli hanno sottratto il cellulare, poi – forse dopo un primo tentativo di ottenere il credito vantato – hanno imboccato l’autostrada, dirigendosi verso la Francia. E’ dopo circa 300 chilometri, nei pressi di Orvieto, pero’, che si e’ conclusa la fuga dei due presunti rapitori del 57enne, liberato grazie ad un blitz della polizia di Stato.
    Entrambi – due quarantenni nati in Francia ma di origine magrebina – sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, mentre nei confronti di un terzo coetaneo che era con loro in auto sono in corso indagini per chiarirne la posizione.
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    L’uomo sequestrato non ha riportato conseguenze fisiche, ma e’ apparso ai poliziotti piuttosto intimorito. L’episodio e’ avvenuto martedi’, ma e’ stato reso noto oggi dalla polizia Stradale di Orvieto – diretta dal sostituto commissario Stefano Spagnoli – dopo le prime indagini svolte con il coordinamento della procura di Terni. Il sequestro – e’ stato appurato – sarebbe avvenuto in strada. Non sarebbero state usate armi per minacciare il cinquantasettenne, al quale pero’ e’ stato subito sottratto il cellulare.
    Non e’ chiaro dove sia stato condotto inizialmente l’uomo dai rapitori, fino a che nel pomeriggio l’auto, una Opel con targa francese, non ha intrapreso il suo viaggio in autostrada. Sono state alcune segnalazioni giunte alla sala operativa della polizia stradale di Roma – la cui provenienza e’ anche in questo caso da chiarire – ad allertare gli agenti in merito al probabile sequestro, segnalando l’auto di colore scuro diretta al nord.
    In tarda serata la Polstrada di Orvieto, con il coordinamento del centro operativo di Fiano Romano, e’ riuscita ad intercettare il veicolo segnalato con i quattro a bordo. Al momento del controllo agli agenti non e’ sfuggito lo sguardo di sollievo del cinquantasette che, avvicinato da un poliziotto, ha sussurrato di essere stato rapito. L’uomo, portato negli uffici della Polstrada, ha sporto denuncia, riferendo che, con ogni probabilita’, la ragione del gesto era da ricondurre a questioni di presunti crediti reclamati dai sequestratori.
    Sono in corso accertamenti per capire in che ambito possa essere maturato il debito. L’intenzione dei malviventi – e’ invece emerso – era quella di condurre il sequestrato in Francia, per liberarlo solo una volta che il riscatto fosse stato pagato. Gli accertamenti svolti hanno evidenziato lo “spessore criminale” dei sequestratori, definiti dagli investigatori di “caratura internazionale”: a carico dei due sono emersi infatti numerosi precedenti, tra cui rapina a mano armata, aggressioni contro le forze dell’ordine e una fuga da una stazione di polizia.
    Il sequestrato ha invece piccoli precedenti alle spalle. Gli arresti dei due – che ora si trovano nel carcere di Perugia – sono stati convalidati ieri dall’autorita’ giudiziaria di Terni. L’indagine, per competenza territoriale, dovrebbe comunque passare a breve alla Procura di Torre Annunziata. LEGGI TUTTO

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    Rapina mortale in autogrill: identificato il bandito investito

    E’ stato identificato il bandito travolto e ucciso mentre scappava a piedi in autostrada dopo aver rapinato l’autotogrill  Alfaterna a Nocera Superiore lungo la Napoli-Salerno.
    Si tratta di un pregiudicato di 69 anni originario di Pagani. Il suo complice, un 47enne di Nocera Inferiore, è stato fermato più tardi dalla polizia.
    I due uomini, di cui uno armato di coltello, hanno messo a segno la rapina nel bar dell’area di servizio ‘Alfaterna’ lungo l’autostrada Salerno-Napoli e poi si sono dati alla fuga a piedi attraversando la sede stradale. Ma nel passare da una carreggiata all’altra, uno dei due – il 69enne di Pagani – e’ stato investito da un veicolo in transito ed e’ morto. E’ accaduto nella tarda serata di ieri nel tratto salernitano dell’A3 all’altezza di Nocera Superiore.
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    Oggi il suo complice e’ stato rintracciato dai poliziotti e sottoposto a fermo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le rapine messe a segno sono due, la prima ai danni degli addetti all’esercizio di ristorazione dell’autostazione e la seconda ai danni di un cliente. Subito dopo la prima rapina, i due avrebbero tentato la fuga a bordo della loro auto, ma per un problema meccanico, hanno dovuto abbandonare il veicolo.
    Da li’ l’idea di attraversare a piedi l’autostrada, cercando di dileguarsi raggiungendo l’area di servizio della carreggiata opposta. Nell’attraversare, dopo aver scavalcato il guardrail, uno e’ stato travolto. L’uomo, originario di Pagani, non ha avuto scampo. Il suo complice ha continuato la fuga e, secondo le indagini, una volta raggiunta l’area di servizio avrebbe commesso un’ulteriore rapina, questa volta ai danni dell’esercente, riuscendo a dileguarsi a piedi attraverso la recinzione autostradale verso la citta’ di Nocera.
    Oggi i poliziotti hanno eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei suoi confronti, e’ un 47enne originario di Nocera. Dopo un lavoro investigativo, le ricerche degli agenti del commissariato nocerino si erano concentrate a Pagani e ad Angri, riuscendo a risalire all’albergo dove il rapinatore in fuga si era rifugiato per trascorrere la notte. LEGGI TUTTO

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    Rapina l’autogrill, fugge a piedi in autostrada: travolto e ucciso

    Un rapinatore è stato travolto e ucciso nella serata di ieri, sull’Autostrada A3 Napoli-Salerno, all’altezza di Nocera Superiore.
    Stando alle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe attraversato la carreggiata per scappare dopo aver messo a segno una rapina in un autogrill. Ma, alle 22 circa, sarebbe stato investito ed ucciso.
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    Da quanto si apprende, con la vittima avrebbe agito anche un complice; gli investigatori sono ora sulle sue tracce. L’uomo sarebbe stato identificato grazie alle immagini delle telecamere e attraverso le indagini sui rapporti della vittima. LEGGI TUTTO

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    Napoli, stesa vicino a un hotel in via Marina

    Nuova stesa di camorra l’altra notte a Napoli nella zona di competenza criminale del clan Mazzarella.
    Quattro colpi di pistola sono stati esplosi l’altra notte  in via Marina all’altezza dell’Hotel Palazzo Salgar. Una telefonata anonima ha avvertita la centrale operativa della Questura di Napoli di una sparatoria in corso. Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno rinvenuto a terra quattro bossoli esplosi da una pistola calibro 7,65.
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    Gli investigatori ora stanno cercando di avere elemento utili a risalire agli autori di quella che sembra l”ennesima stesa di camorra, attraverso la visione dei filmati della telecamere pubbliche e private presenti nella zona comprese quelle dell’hotel. Si vuole capire se il messaggio di piombo si rivolto proprio alla struttura ricettiva o a qualche pregiudicato che abita nei paraggi. LEGGI TUTTO