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    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato, pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    14 ore fa circa (07:46)
    il
    23 Novembre 2020

    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato. pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre. Soggetti vicini al clan “De Luca Bossa-Minichini-Rinaldi” tentano estorsione in una piazza di spaccio in zona Mercato. Vengono messi in fuga a colpi di pistola dal clan “Mazzarella”. Tutti finiscono in manette, arrestati dai Carabinieri.

    Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 3 indagati, appartenenti a due contrapposti sodalizi camorristici, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, porto e detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalla circostanza del metodo mafioso.
    Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone che, agendo per conto del clan “De Luca Bossa – Minichini – Rinaldi”, organizzazione criminale riconducibile alla  “Alleanza di Secondigliano”, si rendevano responsabili di un tentativo di estorsione commesso, il 12 gennaio 2018, ai danni del titolare di una “piazza di spaccio”, attiva nel quartiere “Mercato”; tali individui, nel momento in cui si recavano dalla vittima per riscuotere la tangente, erano affrontati dall’indagato appartenente, invece, al contrapposto cartello mafioso dei “Mazzarella”, che esplodeva nei loro confronti numerosi colpi di arma da fuoco, mettendoli in fuga.

    Gli eventi si inquadrano nell’ambito della violenta contrapposizione tra il sodalizio dei “Mazzarella” e quello dei “Minichini – Rinaldi – De Luca Bossa”, quest’ultimo interessato, tuttora, ad estendere la propria sfera di influenza dall’area di San Giovanni a Teduccio – Ponticelli a quella centrale del capoluogo.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, alla luce delle recenti disposizioni governative che hanno sancito il passaggio della regione Campania da “zona gialla” a “zona rossa”, ha rafforzato anche in questo fine settimana il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid – 19.
    In totale, tra venerdì e domenica scorsi, sono state controllate su tutta la provincia 1140 persone e 186 attività commerciali, 91 le sanzionicomplessive.La Compagnia di Portici ha proposto al Prefetto la sanzione amministrativa della chiusura dell’esercizio per 5 giorni di un supermercato di Ercolano con dipendenti senza mascherina.La Compagnia di Torre Annunziata ha sanzionato a Pompei 4 cittadini italiani in assembramento e in un comune diverso da quello di residenza senza valido motivo.
    La Compagnia di Pozzuoli ha sanzionato a Quarto 13 persone che non indossavano i dispositivi di protezione individuale e per mancato rispetto della distanza di sicurezza.I militari del Gruppo di Frattamaggiore e delle Compagnie di Giugliano in Campania e Torre del Greco hanno sanzionato complessivamente 21 persone sorprese fuori dal comune di residenza senza valido motivo.Infine, come spesso succede, dai controlli anti Covid sono emerse anche situazioni illecite tipicamente d’interesse delle Fiamme Gialle.Le Fiamme Gialle del Gruppo di Frattamaggiore, nel Parco Verde di Caivano, hanno fermato un soggetto che, alla guida di un’autovettura, aveva tentato invano di invertire la marcia per sottrarsi ad un eventuale controllo da parte dei finanzieri.
    I militari hanno perquisito il veicolo e rinvenuto una busta contenente 4 panetti cellophanati del peso di circa 270 grammi cadauno. Le successive analisi eseguite sulla sostanza hanno rivelato che si trattava di eroina, per un peso complessivo di 1 kg di stupefacente. Il responsabile è stato tratto in arresto. Lo spacciatore è stato sanzionato anche per la violazione della normativa anti – Covid in quanto si spostava all’interno della Regione Campania senza giustificazione.La Compagnia di Castellammare di Stabia, all’interno di un bar, ha effettuato il sequestro amministrativo di un apparecchio da intrattenimento tipo “Totem”, privo delle relative autorizzazioni in quanto non collegato alla rete dell’AAMS, ma alla rete Internet.

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    In scooter con un panetto di hashish: arrestata 41enne a Napoli

    Cronache » Cronaca » In scooter con un panetto di hashish: arrestata 41enne a Napoli

    Cronaca

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    Pubblicato
    11 ore fa circa (11:09)
    il
    20 Novembre 2020

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    Napoli. In giro per Napoli su un motorino con un panetto di hashish nella borsa: arrestata una 41enne.
    Ieri mattina i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Capodimonte una donna su uno scooter che, alla loro vista, ha accelerato la marcia.

    I poliziotti l’hanno raggiunta e bloccata trovandola in possesso di un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi. Rita Cantalupo, 41enne napoletana con precedenti di polizia, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    36 minuti fa
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    20 Novembre 2020

    “Tasche vuote e vesciche piene”, questo l’eloquente striscione con cui i tassisti napoletani hanno manifestato oggi all’esterno del Comune di Napoli in Piazza Municipio.
    I tassisti, gia’ in grave crisi per la zona rossa, protestano perche’ con la chiusura dei bar non possono usare i bagni e hanno problemi a reperire servizi igienici soprattutto negli orari dei turni notturni. La manifestazione ha visto una trentina di tassisti brandire delle bottiglie con finta urina, che in realta’ era camomilla, chiedendo al Comune di installare in citta’ dei bagno autopulenti almeno nel periodo della zona rossa che prevede la chiusura dei bar.
    Durante il giorno, infatti, i tassisti possono andare nei bar chiusi, come ha testimoniato loro il Prefetto di Napoli che dopo un incontro ha chiesto ai locali pubblici aperti solo per consumo all’esterno o consegne di far entrare i tassisti nei bagni. Ma la sera, dopo le 21 e fino alle 6 di mattina, e’ praticamente impossibile trovare un bagno. I tassisti al termine della manifestazione hanno recapitato al Comune un documenti in cui chiedono appunto l’installazione dei servizi igienici pubblici.

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    In scooter con un panetto di hashish: arrestata 41enne a Napoli

    Cronache » Cronaca » In scooter con un panetto di hashish: arrestata 41enne a Napoli

    Cronaca

    Pubblicato
    3 giorni fa circa (11:09)
    il
    20 Novembre 2020

    Napoli. In giro per Napoli su un motorino con un panetto di hashish nella borsa: arrestata una 41enne.
    Ieri mattina i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Capodimonte una donna su uno scooter che, alla loro vista, ha accelerato la marcia.

    I poliziotti l’hanno raggiunta e bloccata trovandola in possesso di un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi. Rita Cantalupo, 41enne napoletana con precedenti di polizia, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    49 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    Si riteneva vittima delle ”fatture” fatte dalla madre e ieri sera, per mettere fine a queste ”scemita”’ – come le ha piu’ volte definite nell’interrogatorio davanti al pm Emilio Prisco, alla presenza dell’avvocato difensore Maria Laura Masi – ha preso un cacciavite e ha inferto alla donna una serie ancora imprecisata di colpi.
    Ad agire un uomo di 33 anni, da tempo in cura in un centro psichiatrico e in passato alle prese con problemi legati alla droga e all’alcol. Vittima la mamma, Brunella Cervasi, 55 anni. La tragedia si e’ consumata nella serata di ieri ma, come hanno potuto ricostruire gli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco, agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria, solo oggi si e’ avuta contezza di quanto fosse realmente avvenuto nell’appartamento occupato dai due in via dei Remaioli, arteria senza sbocco della piu’ nota via Cesare Battisti. A capire che era accaduto qualcosa di tragico e’ stata la nonna del trentatreenne: il ragazzo, che ha raccontato di essere andato a letto dopo avere ucciso la mamma, e’ sceso stamane in strada e ha incrociato l’anziana, alla quale ha raccontato tutto. La scoperta, le urla, le telefonate alle forze dell’ordine anche da parte dei vicini, i quali credevano che tra mamma e figlio fosse scoppiata una nuova lite.

    Nel mezzo una tragedia dai contorni familiari, l’ennesimo femminicidio a poche ore dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, prevista per mercoledi’ 25 novembre. Il giovane e’ stato portato via dagli agenti, in un rione che conosceva la sua condizione e sapeva dei frequenti litigi con la madre, dalla quale aveva preso anche il cognome (la donna era infatti ragazza-madre). E alla polizia ha raccontato la sua ossessione: lui, titolare di una pensione di invalidita’, non ammette che questa gli sia stata riconosciuta per i suoi problemi psichiatrici. Agli inquirenti ha detto infatti di essere ”vittima delle fatture della scemita”’ della madre, ”fatture” alle quali ha deciso di dire basta armato di cacciavite. ”Ma ci e’ voluto del tempo per mettere fine a tutto questo” ha detto nell’interrogatorio che ha preceduto il fermo in attesa della convalida del gip. Poi e’ andato a letto e solo a tarda mattinata ha raccontato alla nonna, incontrata per caso, i fatti. Ora per lui inizia un’altra storia: quella legata alla ricerca di una struttura che possa ospitarlo lontano dalla casa dove si e’ consumato l’atroce delitto.

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    Trasportava un panetto di hashish su un motorino: arrestata 41enne a Napoli

    Cronache » Cronaca » Trasportava un panetto di hashish su un motorino: arrestata 41enne a Napoli

    Cronaca

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    Pubblicato
    9 minuti fa circa (10:49)
    il
    20 Novembre 2020

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    Napoli. In giro per Napoli su un motorino con un panetto di hashish nella borsa: arrestata una 41enne.
    Ieri mattina i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Capodimonte una donna su uno scooter che, alla loro vista, ha accelerato la marcia.
    I poliziotti l’hanno raggiunta e bloccata trovandola in possesso di un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi. Rita Cantalupo, 41enne napoletana con precedenti di polizia, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    1 ora fa
    il
    20 Novembre 2020

    In una nota la segreteria Aziendale dello Smi Asl Napoli 1 centro sottolinea che in questo momento drammatico, definito come il peggiore dal dopoguerra ad oggi, i medici di base sono in prima linea a Napoli e stanno pagando un prezzo carissimo.

    Senza forniture adeguate di Dpi si va a completare la piu’ complessa campagna vaccinale antinfluenzale mai effettuata in precedenza.Moltissimi colleghi si sono ammalati ,aggiungono dallo smi, tanti sono morti in tutta Italia ed anche in Campania , e’ solo grazie alla tempestiva azione di individuazione e precoce trattamento domiciliare del paziente covid che molti cittadini hanno superato la malattia.Nelle ultime ore abbiamo ricevuto la triste notizia che un massimalista in servizio nel centro storico di Napoli e’ intubato e lotta contro la malattia al collega va il sostegno dell’intera categoria unita.
    E’ necessario emarginare ed allontanare coloro che per motivi politici strumentali tentano quotidianamente di mettere i cittadini contro il proprio medico di famiglia.
    Anche i medici della continuita’ assistenziale e del 118 stanno pagando un duro prezzo molti si sono ammalati :infatti sono stati convocati molti di loro dalle direzioni ospedaliere perche’ hanno visitato a domicilio e in ambulatorio assistiti poi risultati positivi al virus e ricoverati.
    E’ necessario, conclude la nota, anche per attuare quanto previsto da una recente sentenza del Tar Lazio riaprire immediatamente in tutta la Regione ed in particolare nelle tre ASL di Napoli e provincia i bandi per l’arruolamento dei medici USCA da utilizzare solo per la assistenza domiciliare ai pazienti covid e non in altri ruoli.Conclude la nota.

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Flash News

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il boss Montescuro come o stregone di Gomorra: faceva partecipare tutti i clan del centro e zona orientale. I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI

    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Milan: Leao salta il Napoli, lesione al bicipite femorale

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    Flash News

    Pubblicato
    19 ore fa
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    22 Novembre 2020

    Ancora in discesa i contagi da covid in Campania: Oggi si contano 3217 nuovi casi a fronte di 24. 332 tamponi effettuati. Le vittime che il bollettino dell’Unità di crisi segnala sono 21 ma in sei giorni.

    Il che significa che la percentuale si attesta al 13,22%; ieri era pari al 14,39%. Resta alto il numero degli asintomatici, 2.976. Ventuno le persone decedute nel periodo 15-21 novembre e 850 i guariti. Quanto al Report posti letto su base regionale, questi i dati: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 201 (piu’ tre rispetto a ieri). Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (posti letto Covid e offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 2.218.Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 3.217di cui:Asintomatici: 2.976Sintomatici: 241Tamponi del giorno: 24.332Totale positivi: 136.273Totale tamponi: 1.432.128Deceduti: 21 (*)Totale deceduti: 1.270Guariti: 850Totale guariti: 31.522* Deceduti tra il 15 e il 21 novembreReport posti letto su base regionale:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656Posti letto di terapia intensiva occupati: 201Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)Posti letto di degenza occupati: 2.218* Posti letto Covid e Offerta privata

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Flash News

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    Pubblicato
    9 ore fa circa (00:31)
    il
    19 Novembre 2020

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.

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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi).

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    Scoperti a Napoli oltre 700 ‘furbetti’ dei bonus spesa covid

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    Milan: Leao salta il Napoli, lesione al bicipite femorale

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    Cronaca

    Pubblicato
    49 minuti fa
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    20 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli nei confronti dei soggetti percettori dei “Bonus spesa Covid- 19”, ha scoperto che oltre 700 soggetti hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.
    È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.Davvero tante le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di Partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata.

    Nella maggior parte dei casi è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto.Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano che ha presentato un’attestazione ISEE pari a 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro.La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.Le attività di controllo testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto.

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (20:02)
    il
    19 Novembre 2020

    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone.L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania

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    Covid, la Campania Regione con più bassa percentuale di ricoverati e di morti d’Italia

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, alla luce delle recenti disposizioni governative che hanno sancito il passaggio della regione Campania da “zona gialla” a “zona rossa”, ha rafforzato anche in questo fine settimana il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid – 19.
    In totale, tra venerdì e domenica scorsi, sono state controllate su tutta la provincia 1140 persone e 186 attività commerciali, 91 le sanzionicomplessive.La Compagnia di Portici ha proposto al Prefetto la sanzione amministrativa della chiusura dell’esercizio per 5 giorni di un supermercato di Ercolano con dipendenti senza mascherina.La Compagnia di Torre Annunziata ha sanzionato a Pompei 4 cittadini italiani in assembramento e in un comune diverso da quello di residenza senza valido motivo.
    La Compagnia di Pozzuoli ha sanzionato a Quarto 13 persone che non indossavano i dispositivi di protezione individuale e per mancato rispetto della distanza di sicurezza.I militari del Gruppo di Frattamaggiore e delle Compagnie di Giugliano in Campania e Torre del Greco hanno sanzionato complessivamente 21 persone sorprese fuori dal comune di residenza senza valido motivo.Infine, come spesso succede, dai controlli anti Covid sono emerse anche situazioni illecite tipicamente d’interesse delle Fiamme Gialle.Le Fiamme Gialle del Gruppo di Frattamaggiore, nel Parco Verde di Caivano, hanno fermato un soggetto che, alla guida di un’autovettura, aveva tentato invano di invertire la marcia per sottrarsi ad un eventuale controllo da parte dei finanzieri.
    I militari hanno perquisito il veicolo e rinvenuto una busta contenente 4 panetti cellophanati del peso di circa 270 grammi cadauno. Le successive analisi eseguite sulla sostanza hanno rivelato che si trattava di eroina, per un peso complessivo di 1 kg di stupefacente. Il responsabile è stato tratto in arresto. Lo spacciatore è stato sanzionato anche per la violazione della normativa anti – Covid in quanto si spostava all’interno della Regione Campania senza giustificazione.La Compagnia di Castellammare di Stabia, all’interno di un bar, ha effettuato il sequestro amministrativo di un apparecchio da intrattenimento tipo “Totem”, privo delle relative autorizzazioni in quanto non collegato alla rete dell’AAMS, ma alla rete Internet.

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    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

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    Cronaca Nera

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    Pubblicato
    18 ore fa circa (20:02)
    il
    19 Novembre 2020

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    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone.L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania

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    Flash News

    Pubblicato
    11 ore fa
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    In giro per le strade di Napoli con la droga: denunciate quattro persone

    Napoli. In giro di notte per le strade di Napoli: denunciate quattro persone trovate in possesso di piccoli quantitativi di droga. Ieri sera i Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Duomo hanno controllato un’auto con a bordo due giovani trovandoli in possesso di  3,5 grammi circa […]
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    In giro per le strade di Napoli con la droga: denunciate quattro persone

    Cronache » Cronaca » In giro per le strade di Napoli con la droga: denunciate quattro persone

    Cronaca

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (16:38)
    il
    18 Novembre 2020

    Napoli. In giro di notte per le strade di Napoli: denunciate quattro persone trovate in possesso di piccoli quantitativi di droga.

    Ieri sera i Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Duomo hanno controllato un’auto con a bordo due giovani trovandoli in possesso di  3,5 grammi circa di marijuana.A.C. e A.B., napoletani di 21 e 22 anni con precedenti di polizia, sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.Stanotte, inoltre, una volante ha intimato l’alt in corso Arnaldo Lucci a due persone in sella ad uno scooter il cui conducente, alla loro vista, ha accelerato la marcia; ne è nato un inseguimento conclusosi nei pressi della stazione di Porta Nolana dove i due, dopo essere stati bloccati, sono stati trovati in possesso di 5 bustine contenenti circa 7 grammi di marijuana e di 560 euro.G.T. ed E.M., napoletani di 36 e 18 anni con precedenti di polizia, sono stati denunciati per detenzione di sostanza stupefacente e resistenza a Pubblico Ufficiale.I quattro sono stati altresì  sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19.

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    Pusher in gonnella con la droga negli slip: denunciata una donna napoletana in trasferta a Cava de’ Tirreni

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    Girava con un coltello in auto: denunciato 45enne a Napoli

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    Pubblicato
    49 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    Si riteneva vittima delle ”fatture” fatte dalla madre e ieri sera, per mettere fine a queste ”scemita”’ – come le ha piu’ volte definite nell’interrogatorio davanti al pm Emilio Prisco, alla presenza dell’avvocato difensore Maria Laura Masi – ha preso un cacciavite e ha inferto alla donna una serie ancora imprecisata di colpi.
    Ad agire un uomo di 33 anni, da tempo in cura in un centro psichiatrico e in passato alle prese con problemi legati alla droga e all’alcol. Vittima la mamma, Brunella Cervasi, 55 anni. La tragedia si e’ consumata nella serata di ieri ma, come hanno potuto ricostruire gli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco, agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria, solo oggi si e’ avuta contezza di quanto fosse realmente avvenuto nell’appartamento occupato dai due in via dei Remaioli, arteria senza sbocco della piu’ nota via Cesare Battisti. A capire che era accaduto qualcosa di tragico e’ stata la nonna del trentatreenne: il ragazzo, che ha raccontato di essere andato a letto dopo avere ucciso la mamma, e’ sceso stamane in strada e ha incrociato l’anziana, alla quale ha raccontato tutto. La scoperta, le urla, le telefonate alle forze dell’ordine anche da parte dei vicini, i quali credevano che tra mamma e figlio fosse scoppiata una nuova lite.

    Nel mezzo una tragedia dai contorni familiari, l’ennesimo femminicidio a poche ore dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, prevista per mercoledi’ 25 novembre. Il giovane e’ stato portato via dagli agenti, in un rione che conosceva la sua condizione e sapeva dei frequenti litigi con la madre, dalla quale aveva preso anche il cognome (la donna era infatti ragazza-madre). E alla polizia ha raccontato la sua ossessione: lui, titolare di una pensione di invalidita’, non ammette che questa gli sia stata riconosciuta per i suoi problemi psichiatrici. Agli inquirenti ha detto infatti di essere ”vittima delle fatture della scemita”’ della madre, ”fatture” alle quali ha deciso di dire basta armato di cacciavite. ”Ma ci e’ voluto del tempo per mettere fine a tutto questo” ha detto nell’interrogatorio che ha preceduto il fermo in attesa della convalida del gip. Poi e’ andato a letto e solo a tarda mattinata ha raccontato alla nonna, incontrata per caso, i fatti. Ora per lui inizia un’altra storia: quella legata alla ricerca di una struttura che possa ospitarlo lontano dalla casa dove si e’ consumato l’atroce delitto.

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    Girava con un coltello in auto: denunciato 45enne a Napoli

    Cronache » Cronaca » Girava con un coltello in auto: denunciato 45enne a Napoli

    Cronaca

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (16:28)
    il
    18 Novembre 2020

    Napoli. In giro con un coltello in tasca: denunciato 45enne a Napoli.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio,  hanno controllato in corso Arnaldo Lucci un’auto con a bordo due persone trovando il conducente in possesso di un coltello a scatto della lunghezza di 16 cm.L’uomo, un 45enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere e sanzionato, insieme al passeggero, per inottemperanza alle misure anti Covid-19.

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    In giro per le strade di Napoli con la droga: denunciate quattro persone

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    Il M5s: ‘Gli ospedali dell’Agronocerino e della zona vesuviana sono al collasso’

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    49 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    Si riteneva vittima delle ”fatture” fatte dalla madre e ieri sera, per mettere fine a queste ”scemita”’ – come le ha piu’ volte definite nell’interrogatorio davanti al pm Emilio Prisco, alla presenza dell’avvocato difensore Maria Laura Masi – ha preso un cacciavite e ha inferto alla donna una serie ancora imprecisata di colpi.
    Ad agire un uomo di 33 anni, da tempo in cura in un centro psichiatrico e in passato alle prese con problemi legati alla droga e all’alcol. Vittima la mamma, Brunella Cervasi, 55 anni. La tragedia si e’ consumata nella serata di ieri ma, come hanno potuto ricostruire gli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco, agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria, solo oggi si e’ avuta contezza di quanto fosse realmente avvenuto nell’appartamento occupato dai due in via dei Remaioli, arteria senza sbocco della piu’ nota via Cesare Battisti. A capire che era accaduto qualcosa di tragico e’ stata la nonna del trentatreenne: il ragazzo, che ha raccontato di essere andato a letto dopo avere ucciso la mamma, e’ sceso stamane in strada e ha incrociato l’anziana, alla quale ha raccontato tutto. La scoperta, le urla, le telefonate alle forze dell’ordine anche da parte dei vicini, i quali credevano che tra mamma e figlio fosse scoppiata una nuova lite.

    Nel mezzo una tragedia dai contorni familiari, l’ennesimo femminicidio a poche ore dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, prevista per mercoledi’ 25 novembre. Il giovane e’ stato portato via dagli agenti, in un rione che conosceva la sua condizione e sapeva dei frequenti litigi con la madre, dalla quale aveva preso anche il cognome (la donna era infatti ragazza-madre). E alla polizia ha raccontato la sua ossessione: lui, titolare di una pensione di invalidita’, non ammette che questa gli sia stata riconosciuta per i suoi problemi psichiatrici. Agli inquirenti ha detto infatti di essere ”vittima delle fatture della scemita”’ della madre, ”fatture” alle quali ha deciso di dire basta armato di cacciavite. ”Ma ci e’ voluto del tempo per mettere fine a tutto questo” ha detto nell’interrogatorio che ha preceduto il fermo in attesa della convalida del gip. Poi e’ andato a letto e solo a tarda mattinata ha raccontato alla nonna, incontrata per caso, i fatti. Ora per lui inizia un’altra storia: quella legata alla ricerca di una struttura che possa ospitarlo lontano dalla casa dove si e’ consumato l’atroce delitto.

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