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    Camorra, latitante del clan Mazzarella catturato in Francia

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    E’ stato arrestato dai Carabinieri Vincenzo Ciriello, 60enne napoletano ritenuto elemento di spicco del clan camorristico Mazzarella.

    Ciriello è inserito dal Ministero dell’Interno nell’elenco dei latitanti pericolosi. Ciriello, detto “‘o zullus”, è stato catturato in Francia dalla Brigata Nazionale Ricerca Fuggitivi, su input dei Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli che hanno dato ai colleghi francesi specifiche indicazioni circa la localizzazione del soggetto, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Dda di Napoli. L’uomo è stato arrestato nella città di Avignone. E’ ora in carcere, in attesa del provvedimento di estradizione che lo porterà nelle carceri napoletane nelle prossime settimane.

    Lavorava ad Avignone come rider presso la.pizzeria del fratello, Vincenzo Ciriello, il latitante 60enne napoletano ritenuto elemento di spicco del clan Mazzarella, inserito dal Ministero dell’Interno nell’elenco dei latitanti pericolosi (ex elenco dei 100), catturato in Francia. Le indagini dei carabinieri che hanno portato alla cattura di Ciriello ,soprannominato “o’zullus”, sono state coordinate dal sostituto procuratore della DDA di NAPOLI Antonella Fratello. LEGGI TUTTO

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    Napoli, 31enne accoltellato durante un tentativo di rapina

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    Un 31enne di origini bulgare è stato accoltellato al fianco la scorsa notte a Napoli.

    L’uomo è stato trasportato dal 118 all’ospedale Cardarelli dove è ricoverato in prognosi riservata per una lesione al rene. Non è in pericolo di vita. Ai Carabinieri intervenuti ha dichiarato di essere stato accerchiato da un gruppo formato da 5 giovani dall’età apparente di 15 o 16 anni mentre si trovava in via Tancredi Galimberti, a Scampia, intorno all’1.30.

    I giovani avrebbero provato a portargli via il cellulare e, durante la colluttazione, uno di questi avrebbe colpito il 31enne con una coltellata al fianco sinistro. Sono in corso indagini dei Carabinieri del Nucleo radiomobile di Napoli per rintracciare i responsabili LEGGI TUTTO

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    Napoli, l’omicida di Fortuna Bellisario torna a casa ai domiciliari

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    L’omicida di Fortuna Bellisario torna a casa ai domiciliari, Europa Verde: “Vergognoso che dopo soli due anni in carcere un assassino sia già fuori. Sconcertati da sentenza che dimezza le condanne agli stupratori di Meta di Sorrento”

    [Comunicato stampa]

    “Vincenzo Lo Presto è tornato a casa della madre, agli arresti domiciliari, dopo soli due anni in carcere. Il 43 enne è colpevole di omicidio preterintenzionale nei confronti della moglie, Fortuna Bellisario, che all’epoca dei fatti aveva solo 36 anni. Una decisione che lascia tutti sgomenti, in particolare i familiari della giovane donna rimasta uccisa. Un omicidio che fatica ad essere dimenticato per l’efferatezza fuori dal normale con cui è stato compiuto.
    Lo Presto infierì sulla vittima a colpi di stampella finché la moglie non esalò l’ultimo respiro, il tutto mentre i tre figli minori erano a casa della nonna. Chi si macchia di tali crimini non dovrebbe avere così facilmente accesso agli sconti di pena. Dalle carte si legge che i domiciliari sono stati comminati in quanto Lo Presto non viene considerato un soggetto socialmente pericoloso, nonostante sia stato condannato a 10 anni. Ma noi siamo sostenitori della certezza della pena, che deve essere una garanzia per le vittime, perché altrimenti è impossibile rendere giustizia. Siamo vicini a familiari di Fortuna che devono assistere a quest’ingiustizia che si consuma sotto gli occhi di tutti”. Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale di Europa Verde e di Fiorella Zabatta componente dell’Esecutivo nazionale del Sole che Ride.

    “Attendiamo di conoscere le motivazioni che hanno portato la Corte di Appello di Napoli a dimezzare le pene per i cinque imputati che la sera del 6 ottobre del 2016 violentarono una turista inglese ospite di un albergo di Meta di Sorrento: hanno ottenuto l’applicazione delle attenuanti generiche in quanto la turista non era stata drogata. La riteniamo una sentenza assurda. Appare, da una lettura superficiale, un’applicazione della legge con i paraocchi. I mostri che hanno ripetutamente stuprato una donna – lei racconta che furono 10, e non 5 – attirandola in un locale adibito ad alloggio del personale, hanno ottenuto addirittura la decurtazione di metà della pena (da 8 anni ridotta a 4) solo perché non le avrebbero somministrato un drink alterato con droga.

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    Andrebbero innanzitutto riviste le pene per questi tipi di reati perché uno stupro, che cambia il corso della vita di una donna per sempre, e che rappresenta l’atto di vigliaccheria più infimo che un uomo possa compiere, merita pene più severe. In questo caso ci sono la premeditazione e l’organizzazione del branco che attira la vittima per stuprarla. Nel mondo animale non esistono atti così ignobili.

    La speranza è che la Cassazione riveda questa sentenza ed aumenti in maniera esemplare le pene: solo così si possono porre dei limiti ai delinquenti”. Questo il commento di Fiorella Zabatta e Marilena Schiano Lomoriello, rispettivamente dell’Esecutivo e del Consiglio federale nazionale dei Verdi – Europa Verde. LEGGI TUTTO

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    Napoli, sequestrate tre pistole a Fuorigrotta

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    Napoli, sequestrate tre pistole a Fuorigrotta

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Paolo, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Brigata Bologna hanno rinvenuto, occultata dietro la tegola di una pensilina, una busta con tre pistole: una Beretta semiautomatica cal. 7,65 con matricola abrasa e completa di caricatore con 8 cartucce; una Beretta semiautomatica cal. 9×21 FS con matricola abrasa e completa di caricatore con 14 cartucce; un revolver Smith & Wesson cal. 357 Magnum rifornito di 6 cartucce risultato rubato nel novembre 1996, e altre 6 cartucce di vario calibro. LEGGI TUTTO

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    Napoli, pizzo all’imprenditore che lavorava nel loro palazzo: persi due estorsori

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    Napoli. Pretendono da imprenditore 3mila euro per i disagi subiti. Carabinieri arrestano 2 persone per estorsione.

    I carabinieri della stazione e del Nucleo Operativo di Bagnoli hanno arrestato per concorso in estorsione Massimo Picone (cl. 61) e Fabio Esposito (cl.79), entrambi del quartiere Fuorigrotta e già noti alle forze dell’ordine.

    Il titolare della ditta che aveva in appalto l’installazione di un ascensore nel condominio dello stesso Picone, è stato avvicinato dai due e minacciato. Se non avesse consegnato loro 3mila euro per i “disagi” arrecati durante i lavori, avrebbero danneggiato le attrezzature utilizzate in cantiere.La vittima non ha ceduto e ha denunciato tutto ai Carabinieri che hanno organizzato un servizio di appostamento per cogliere in flagranza la consegna della somma pretesa sotto ricatto. Al passaggio del contante, i militari sono intervenuti e hanno arrestato i due. Sono ora in carcere. LEGGI TUTTO

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    Napoli, pacchi di soldi a casa dell’imprenditore dei rifiuti per corrompere tutti

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    Ammontano a ben oltre 4 milioni di euro, ed erano stipati in borsoni, sistemati in cantina, i pacchi di contanti sotto vuoto trovati dalla Guardia di Finanza a casa di Salvatore Abbate.
    L’imprenditore arrestato è accusato di corruzione e traffico di rifiuti dalla Procura di Napoli che ha delegato alle fiamme gialle e alla Polizia di Stato i 17 arresti (3 in carcere e 14 ai domiciliari) e due sospensioni di 6 mesi dall’esercizio della funzione pubblica. Ci sono volute molte ore per terminare i conteggi dell’ingente somma che va a suffragare l’ampio quadro probatorio riguardante i reati di riciclaggio e reimpiego di denaro emerso dalle pagine dell’ordinanza.
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    L’imprenditore aveva a sua disposizione anche rappresentanti delle forze dell’ordine che in cambio di denaro lo tutelavano informandolo circa le indagini e svolgevano quasi funzioni di consulenti. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono corruzione e favoreggiamento. Gli indagati si chiamano Vittorio Porcini, sostituto commissario in servizio nel commissariato napoletano di Ponticelli (arresti domiciliari) e i suoi colleghi Domenico Boenzi e Sabatino Domenico, ai quale e’ stata comminata una sospensione semestrale dell’esercizio della funzione pubblica. Consistenti cifre sono state trovate dai finanzieri anche a casa di altri soggetti coinvolti nell’indagine coordinata dai pm Ivana Fulco e Henry John Woodcock.

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    Tra il 2017 e il 2018 tonnellate di rifiuti che doveva essere smaltiti nelle discariche finivano in mare. E cio’, secondo la procura di Napoli, anche a causa di appalti ottenuti in cambio di tangenti pagate ai vertici dell’epoca della Sma Campania, la societa’ controllata al 100 % dalla Regione Campania che si occupa tra l’altro di risanamento ambientale e delle bonifiche. La tecnica era semplice: l’affidamento diretto degli appalti, con la “somma urgenza” e quindi senza passare per fare pubbliche. Lavori che finivano sempre alle stesse aziende che facevano riferimento, secondo l’accusa, a Salvatore Abbate, detto ‘totore a’ cachera’.
    Abbate viene definito dai pentiti un elemento per i clan Sarno, Mazzarella, Cuccaro e De Micco. Per i suoi affari ‘usava’ tre poliziotti che lo avrebbero informato in cambio di soldi. Luciano Passariello, ex presidente della Commissione d’inchiesta della Regione Campania era per la procura e il gip “un controllore che non controllava”. Lorenzo Di Domenico, direttore generale “pro tempore” della Sma, e’ accusato di avere accettato la promessa di una tangente del 7% dell’importo pattuito per l’indebito affidamento con procedure d’urgenza dello smaltimento di 10 mila tonnellate di fanghi nei depuratori di Napoli Nord, Marcianise, Succivo, e Regi Lagni, comuni tra Napoli e Caserta. Agli arresti domiciliari anche Luigi Riccardi, che era il coordinatore degli impianti di depurazione della Sma Campania, direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e all’epoca dei fatti anche dell’impianto di depurazione di Marcianise, in provincia di Caserta, per suo figlio Vincenzo, per Errico Foglia, direttore direttore dell’impianto di depurazione di Acerra, all’epoca dei fatti gestito dalla Sma. Tra febbraio e maggio 2018, Riccardi e Foglia hanno disposto lo smaltimento di ben 6mila tonnellate di fanghi che finiranno in mare. LEGGI TUTTO

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    Sparatoria a Napoli, ferito il pregiudicato Bernardo Torino

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    Agguato a Napoli con un ferito. Alle 18.30 circa, e’ arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli Bernardo Torino, 34enne con precedenti, con 3 ferite d’arma da fuoco a entrambe le braccia.
    L’uomo non e’ in gravi condizioni. Ai carabinieri del nucleo operativo del Vomero ha raccontato di essere staro affiancato da due persone in sella a un motociclo in corso Marianella che hanno tentato di rapinargli l’orologio e che gli avrebbero sparato contro. Nel luogo indicato, e’ stata trovata l’auto della vittima con 3 fori nella fiancata. A terra sequestrati 5 bossoli.
    Le indagini sono a cura della compagnia Vomero ed rilievi eseguiti dal nucleo investigativo di Napoli. Gli investigatori stanno cercando riscontri sul racconto fatti dal ferito anche attraverso la visione delle immagini di telecamere pubbliche e private presenti in zona. LEGGI TUTTO

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    Napoli, cerca di disfarsi di una pistola dopo un inseguimento, arrestato

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    Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Emanuele Gianturco hanno notato due uomini in sella a uno scooter che, alla loro vista, si sono dati alla fuga effettuando manovre pericolose per la circolazione stradale.

    I due, dopo un lungo inseguimento, hanno forato una ruota in via Carbonara e, scesi dal motociclo, hanno tentato la fuga a piedi e uno di essi si è disfatto di una pistola ma, non senza difficoltà, è stato bloccato mentre l’altro è riuscito a dileguarsi.I poliziotti hanno recuperato l’arma, una pistola semiautomatica modello TT9 con un colpo in canna completa di caricatore con quattro cartucce GFL calibro 9 mm Luger, ed hanno effettuato un controllo presso l’abitazione dell’uomo dove hanno rinvenuto, occultata in una borsa, una banconota falsa da 100 euro che è stata sequestrata.

    Gli operatori, infine, hanno sequestrato il motociclo su cui viaggiavano i due malviventi accertando che era intestato ad una terza persona che è stata sanzionata per mancata copertura assicurativa.Vincenzo Pecoraro, 18enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per porto in luogo pubblico di arma comune da sparo e resistenza a Pubblico Ufficiale e denunciato per spendita di monete falsificate. LEGGI TUTTO

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    Frodi sui petroli: arrestato imprenditore pregiudicato legato al clan Formicola

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    Stamattina, a seguito di una complessa indagine patrimoniale, gli agenti della Divisione Anticrimine- sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Questura di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni, emesso, ai sensi del codice Antimafia, dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Questore di Napoli, nei confronti di Giuseppe Savino 45enne pluripregiudicato.
    Savino, da tempo legato famiglia camorristica dei Formicola di San Giovanni a a Teduccio, si è specializzato nelle frodi fiscali attuate mediante la commercializzazione di prodotti petroliferi esenti da IVA in quanto apparentemente destinati all’esportazione, ma in realtà venduti in Italia; funzionale a questo meccanismo era l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, emesse da società “cartiere” create ad hoc.

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    Il Savino, già colpito nel 2016 da una misura restrittiva emessa dal GIP del Tribunale di Catania in quanto promotore ed organizzatore di un’associazione tesa a sottrarre prodotti petroliferi al pagamento delle imposte, nel 2019 è stato altresì destinatario di un’ulteriore misura cautelare del GIP del Tribunale di Napoli in quanto organizzatore di un gruppo strutturato di persone che dal 2012 al 2015 aveva sottratto all’Erario IVA per molti milioni di euro.
    Oggi è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli in quanto indagato per impiego di beni di provenienza illecita commesso per agevolare un’associazione di stampo camorristico, per emissione di fatture per operazioni inesistenti e per trasferimento fraudolento di valori.L’odierno provvedimento di sequestro, che precede l’emissione della misura definitiva della confisca, ha avuto ad oggetto un ingente patrimonio nella disponibilità del Savino, risultato acquisito attraverso l’impiego di denaro proveniente da illecite attività per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

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    In particolare, sono stati sequestrati alcuni locali deposito nella zona di San Giovanni a Teduccio e le seguenti società, tutte operanti nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi in Italia e all’estero e ritenute funzionali alle frodi:
    – “GISA TRADING FOOD”, avente sede legale in Bulgaria;– “GISA TRADING S.R.L.”, avente sede legale a Milano;– “LEADER PETROLI S.R.L.”, avente sede legale a Napoli. LEGGI TUTTO

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    Napoli, voragine all’ospedale del Mare: arrivano gli avvisi di garanzia

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    Napoli, voragine all’ospedale del Mare: arrivano gli avvisi di garanzia.

    Accertamenti irripetibili saranno eseguiti nell’ambito dell’inchiesta sulla voragine che l’8 gennaio scorso si apri’ in un parcheggio dell’ospedale del Mare di Napoli, inghiottendo alcune auto in sosta e provocando gravi danni al sistema di riscaldamento dell’ospedale stesso. La procura della Repubblica di Napoli sta notificando in questi giorni alcuni avvisi di garanzia nei confronti di persone che avrebbero responsabilita’ nell’accaduto.

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    Gli accertamenti irripetibili consisteranno in perizie di natura tecnica sul luogo del disastro, per consentire poi la rimozione delle macerie ancora presenti. L’8 gennaio scorso, intorno alle 6,30, un forte boato fu avvertito dal personale e dai degenti e nel parcheggio si vide una nuvola di fumo che ricopriva l’area della voragine profonda oltre 12 metri e larga una cinquantina. Per sicurezza fu evacuato il vicino Covid Center. LEGGI TUTTO

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    Mazzette e corruzione per coprire l’inquinamento: indagati anche funzionari di polizia

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    Corruzione: ci sono anche rappresentanti di forze dell’ordine, della criminalita’ organizzata, imprenditori e diversi amministratori pubblici della Sma Campania nell’inchiesta di polizia e Guardia di Finanza che ha portato all’emissione di 16 misure cautelari in Campania.

    Tra questi Lorenzo Di Domenico, direttore generale “pro tempore” della SMA, accusato di avere accettato la promessa di una tangente del 7% dell’importo pattuito per l’indebito affidamento con procedure d’urgenza dello smaltimento dei fanghi nei depuratori di Napoli Nord, Marcianise, Succivo, e Regi Lagni. Per Di Domenico sono stati disposti i domiciliari. Coinvolti negli episodi corruttivi, a cavallo tra il 2017 e il 2018, anche Luigi Riccardi (coordinatore degli impianti di depurazione della SMA Campania, direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e all’epoca dei fatti anche dell’impianto di depurazione di Marcianise, in provincia di Caserta), per il quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari, tra i destinatari delle 16 misure cautelari notificate oggi dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza. Gli arresti domiciliari sono stati disposti anche Errico Foglia (direttore dell’impianto di depurazione di Acerra, all’epoca dei fatti gestito dalla SMA); l’ingegnere Giacomo Perna (responsabile della manutenzione presso SMA), il dirigente della Regione Campania Lucio Varriale e Agostino Chiatto, anche lui dipendente della SMA e segretario del politico Luciano Passariello. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono, a vario titolo, a vario titolo dei reati di corruzione, riciclaggio, inquinamento ambientale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e trasferimento fraudolento di valori.

    Finiscono agli arresti Salvatore Abbate, Salvatore Tedesco e Giuseppe Savino; ai domiciliari invece Rolando Abbate e Cristina Abate, ma anche   Michele Furino, Abramo Maione, Vittorio Porcini,  Luigi Riccardi, Vincenzo Riccardi, e Giuseppe Auletta. Sospesi per sei mesi Domenico Boenzi e Domenico Sabatino. Tra gli indagati figura anche Vittorio Porcini, stimato sostituto commissario a Ponticelli, che risponde di rivelazione di segreto in favore di Abbate (soggetto ritenuto vicino ad ambienti del crimine locale), in cambio di presunti favori o altri benefit. Porcini è ai domiciliari e avrà modo di dimostrare la fondatezza della propria versione, nel corso del seguito delle indagini, assieme agli altri indagati.Agli atti dell’inchiesta condotta a carico della Sma, è stata rinvenuta una somma di denaro talmente ingente da essere trasportata con un carrello.

    L’ex consigliere regionale Luciano Passariello e’ indagato nell’ambito dell’inchiesta. Contestualmente, sono in corso sequestri di immobili, societa’ e denaro contante per un valore di oltre 4 milioni di euro. I pm nei confronti di Passariello avevano chiesto l’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del sistema di depurazione in Campania. Il gip pero’ non ha ravvisato gravi indizi di responsabilita’. Piu’ grave la posizione del suo addetto alla segreteria politica, Agostino Chiatto, che era dipendente della Sma.Misura cautelare custodia in carcere, per:1. ABBATE Salvatore, nato a Napoli il 29.03.1968, per i reati ex art. 319 – 321 – 648 bis e 512 bis c.p.;2. SAVINO Giuseppe, nato a Napoli il 29.02.1976, per reati ex art. 648 ter c.p. – art. 8 D.Lgs. 74/2000 e 512 bis c.p.;3. TELESCO Salvatore, nato a San Giorgio a Cremano (NA) il 29.12.1989, per il reato ex art. 648 bis c.p..Misura cautelare degli arresti domiciliari, per:4. ABATE Cristina, nata a Napoli l’11.12.1959, per i reati ex art. 648 bis e 512 bis c.p.;5. ABBATE Rolando, nato a Cercola (NA) il 29.06.1987, per i reati ex art. 319, 321 e 512 bis c.p.;6. AULETTA Giuseppe, nato a Mugnano (NA) lo 03.07.1987, per i reati ex art. 8 D.Lgs. 74/2000 e 512 bis c.p.;7. CHIATTO Agostino, nato a Napoli lo 07.03.1967, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;8. DI DOMENICO Lorenzo, nato a Napoli il 17.06.1967, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;9. FOGLIA Errico, nato a Pozzuoli (NA) il 14.02.1959, per i reati ex art. 319, 321 e 452 bis c.p.;10. FURINO Michele, nato a Napoli il 27.12.1974, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;11. MAIONE Abramo, nato a Napoli il 20.09.1956, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;

    12. PERNA Giacomo, nato a Napoli il 27.04.1963, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;13. PORCINI Vittorio, nato a Napoli il 22.06.1962, per i reati ex art. 319 – 379 – 610e 615 ter c.p.;14. RICCARDI Luigi, nato a Cercola lo 07.06.1966, per i reati ex art. 319, 321 e 452 bis c.p.;15. RICCARDI Vincenzo, nato a Napoli il 12.09.1994, per i reati ex art. 319, 321 e 512 bis c.p.;16. VARRIALE Lucio, nato a Napoli lo 04.06.1952, per i reati ex art. 319 e 321 c.p..Misura della sospensione dall’esercizio della funzione pubblica ricoperta per la durata di sei mesi, per:17. BOENZI Domenico, nato ad Acerra (NA) il 27.11.1967, per il reato ex art. 314 c.p.;18. SABATINO Domenico, nato a Marigliano (NA) il 30.08.1964, per i reati ex art. 379 e 610 c.p. LEGGI TUTTO

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    Rider della droga di Caivano: c’è anche un latitante. TUTTI I NOMI

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    C’è anche un latitante nel blitz di Caivano in cui è finito in carcere anche Ciro Migliore il giovane fidanzato di Maria Paola Gaglione la ragazza morta ad Acerra lo scorso anno investita dallo scooter del fratello che non accettava la relazione con il giovane trans.

    Il latitante è il 26enne Antoio Iorio di Sant’Antimo. Complessivamente sono 69 le persone coinvolte nell’inchiesta e tra queste 15 donne che avevano un ruolo importante nel traffico di droga gestito via telefono. Ordini e appuntamenti via chat e via sms. A capo del gruppo ci sarebbe stato Domenico Buonomo, detto “Mimmo”.

    Dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord e realizzate dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria, e’ emerso che gli indagati prendevano contatti telefonici con gli acquirenti accordandosi su quantita’ e luogo di consegna della droga. Lo stupefacente veniva affidato per la consegna a soggetti incensurati o comunque di giovane eta’, in alcuni casi anche minorenni, e sempre in piccole quantita’ in modo da avere meno problemi con le forze dell’ordine. Gli smistamenti avvenivano in punti concordati e i soggetti adibiti al trasporto pre-stavano attenzione ad avere con sé solo piccoli quantitativi di sostanza stupefacente.

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    Era gia’ stata arrestata dai carabinieri, sempre per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, Cira Migliore, detto Ciro, il transgender di 23 anni, fidanzato con Maria Paola Gaglione, la giovane morta la notte tra il 10 e 11 settembre scorsi, ad Acerra al culmine di un inseguimento. Cira Migliore era stata bloccata dai carabinieri di Caivano e sottoposta a una misura cautelare: l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

    Arresti in carcere
    GIULIO AULETTA  47 anniDOMENICO BUONOMO detto Mimmo   28 anniCARLO CRISTIANO 29 anniMASSIMO ESPOSITO 22 anniCONCETTA LIONELLI 32 anniFERDINANDO BERVICATO 23 anniLUIGI BERVICATO 54 anniFRANCESCO D’ANGELO 39 anniUMBERTO DI MICCO 52 anniMICHELE MORLANDO 30 anniPASQUALE PEZZELLA 22 anniGENNARO TUCCILLO  31 anniLUIGI VOLPICELLI  36 anniGIUSEPPE ADDEVICO 24 anniCIRA MIGLIORE 22 anniDOMENICO ROMANO 25 anniCLAUDIO GRANATA 49 anniANTONIO DE LUCA 26 anniSTEFANO FANTINATO 41 anniUMBERTO EGIDIO MURACA 40 anniGIUSEPPE PALMIERI 34 anniGAETANO PECORARO 22 anniANTONIO SCIARRA 52 anni

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    Arresti domiciliareLUCIANO CAIAZZO 36 anniANTONIETTA CERVELLI 48 anniANTONIO CRISCI 24 anniEMANUELE DE SIMONE 36 anniGEREMIA DELL’AVERSANA 33 anniFABIO DI MEO  32 anniANTONIO BOB DI MICCO 23 anniUMBERTO LAMPITELLI 41 anniALBERTO MORMILE 31 anniLUIGI RICCIO  30 anniANNA TIXON 37 anniARCANGELO VOLPICELLI 35 anniROMUALDO VOLPICELLI 21 anniSALVATORE VOLPICELLI 34 anniGIUSEPPE ZAMPELLA 25 anniANGELO PEZZULLO 30 anni

    Obbligo di presentazione alla PgCARMINE BARRA  27 anniSANTOLO BUONOMO 42 anniGIUSEPPE BIZZARRO 29 anniNUNZIO CALDORE  33 anniSALVATORE COPPETA 53 anniENNIO CUOMO 35 anniCARLO ESPOSITO 29 anniELPIDIO IORIO 22 anniFRANCESCO PIO IORIO 25 anniGIUSEPPE LAMI 30 anniEMILIA MIGLIORE 30 anniBIAGIO OREFICE 59 anniVLADIMIRO PAGANO 36 anniROSARIO SAVANELLI 32 anniPIA NUNZIA VOLPICELLI 22 anni LEGGI TUTTO