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Immigrazione clandestina, caduta l’accusa di un’organizzazione criminale


Nessuna associazione per delinquere finalizzata a fare affari con i braccianti stranieri, ma solo una serie di imprenditori che avrebbero favorito l’immigrazione clandestina.

Si è concluso così, con l’assoluzione dall’accusa più grave, il proscioglimento per intervenuta prescrizione da quella di falso e condanne per favoreggiamento appunto dell’immigrazione clandestina il processo a carico di 37 imputati davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Latina.

Il pm Valerio De Luca aveva chiesto condanne per 84 anni di carcere e circa 100 milioni di euro di multa, circa 25mila euro per ciascun bracciante fatto entrare illegalmente in Italia.

Vicende che invece sono state ridimensionate dai difensori, tra cui gli avvocati Giulio Mastrobattista, Angelo Palmieri, Maria Cristina Sepe, Maria Antonietta Cestra, Emanuele Ceccano, Maurizio Forte, Giuseppe Lauretti e Lorenzo Magnarelli.

Il processo è scaturito dalle indagini svolte dagli investigatori della questura di Latina e del commissariato di Fondi, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, che avevano battuto su un articolato e diffuso sistema grazie al quale decine e decine di stranieri provenienti dal Bangladesh, ma anche dall’India e dal Pakistan, sarebbero stati fatti entrare in Italia e messi a lavorare in aziende agricole e allevamenti tra Latina, Fondi, Monte San Biagio, Pontinia e Terracina.

Ipotizzato inoltre che per le regolarizzazioni agli stranieri venissero chiesti tra i 5mila e i 15mila euro.

Un sistema che sarebbe andato avanti dal 2007 al 2011.

L’avvocato Mastrobattista ha insistito sul fatto che non fosse stata trovata alcuna prova della costituzione di un’organizzazione criminale.

La Corte d’Assise ha condannato quindi solo gli imprenditori e solo per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con condanne da un anno e otto mesi e cinque anni e mezzo di reclusione e multe per oltre 15 milioni di euro.


Fonte: https://www.h24notizie.com/sezioni/cronaca-giudiziaria/feed/


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