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Abuso d’ufficio da parte di Porzio per favorire un imprenditore fallito


Porzio ha commesso un abuso d’ufficio emettendo un ordine di pagamento a favore di un imprenditore fallito e facendogli così incassare una somma che sarebbe invece dovuta finire all’attivo fallimentare ed essere messa a disposizione dei creditori.

Lo ha specificato la Corte di Cassazione, che ha confermato e reso definitiva la sentenza emessa il 26 gennaio dell’anno scorso dalla Corte d’Appello di Roma a carico dell’ex sindaco di Ponza.

I giudici di secondo grado hanno prosciolto Pompeo Porzio per intervenuta prescrizione, ma hanno confermato le statuizioni civili e dunque i risarcimenti alla parte civile.

Un provvedimento impugnato dall’ex primo cittadino, ma avallato appunto dalla Suprema Corte.

Porzio, secondo i giudici, ha commesso un abuso d’ufficio emettendo un ordine di pagamento in favore di Giuseppe De Santis, nonostante quest’ultimo fosse stato dichiarato fallito.

“La sentenza impugnata – hanno sottolineato gli ermellini – non si è affatto limitata ad individuare mere condotte negligenti commesse dal Porzio, bensì ha valorizzato le plurime anomalie che hanno contraddistinto l’emissione dell’ordine di pagamento in favore di De Santis, ritenendole inequivocabilmente dimostrative della sicura volontà dell’imputato di avvantaggiare il predetto”.

I giudici della Corte di Cassazione hanno poi aggiunto che “il pagamento era stato disposto direttamente dal sindaco, il quale si era ingerito in ogni fase della procedura di spesa, assumendo, con uno specifico ordine di servizio, la diretta ed esclusiva responsabilità dell’atto”.

Il ricorso di Porzio è stato dichiarato inammissibile e l’ex sindaco è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.


Fonte: https://www.h24notizie.com/sezioni/cronaca-giudiziaria/feed/


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