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Covid. Assemblea respinge risoluzione del centrodestra su tamponi salivari nelle scuole

Test nasali o salivari per tutti gli studenti delle superiori (compresi gli istituti tecnici superiori), per i docenti e per il personale amministrativo e di supporto (ogni 15 giorni).

È Valentina Castaldini (Forza Italia), con una risoluzione, a chiedere screening periodici nelle scuole, “un’azione di prevenzione per contrastare la diffusione del virus”. Un atto sottoscritto anche dai consiglieri Marco Lisei e Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia nonché da Massimiliano Pompignoli e Matteo Rancan della Lega.

Iniziativa, ha spiegato Castaldini in aula, “per permettere a molti studenti di ritornare a scuola in presenza”. Il documento è però stato respinto dall’Assemblea legislativa.

Concorde con i contenuti della risoluzione Giancarlo Tagliaferri (Fdi): “Serve sicurezza, un tracciamento vero (non come quello collegato all’app ‘Immuni’) e interventi concreti”. Il coronavirus, ha poi sottolineato, “è come un terremoto, a causa del quale, però, non crollano immobili ma persone”.

Di parere opposto Marilena Pillati (Pd), che ha spiegato che “le scuole non sono isole, su di loro si riverbera quello che accade nelle comunità; è quindi importante continuare a monitorare, già oggi gli studenti possono effettuare tamponi rapidi gratuitamente nelle farmacie”. Bisogna poi, ha aggiunto sui contenuti della risoluzione, “fare i conti con la complessità del sistema scuola, non è semplice organizzare un’attività di screening, la scuola chiede di fare la scuola”.

Anche per Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) “la scelta dell’autodiagnosi non è convincente”. Già oggi, ha ribadito, “gli studenti hanno la possibilità di effettuare, ogni due settimane, test rapidi in farmacia, controllati da un operatore competente”. L’obiettivo, ha concluso, “è quello di consentire ai nostri ragazzi di sedersi nei propri banchi in sicurezza”.

Contraria al testo della risoluzione anche Silvia Zamboni (Europa verde), “una responsabilità troppo grande per dei giovani, serve la supervisione di un sanitario”.

Matteo Rancan (Lega) ha subito replicato a Zamboni: “Qualsiasi misura rivolta a limitare i contagi è utile, mi chiedo dove viva Zamboni, forse nelle scuole non c’è mai stata”.

Per Michele Barcaiuolo (Fdi) “non si vuole prendere in considerazione una proposta di buon senso, sfruttando risorse che già ci sono”. Il mondo della scuola, ha concluso, “ha già sofferto tanto nella gestione Azzolina, temo che con il nuovo ministro, un politico in quota Pd e non un tecnico, non si cambierà direzione”.

(Cristian Casali)

Scuola giovani e cultura

23 febbraio 2021



Fonte: https://cronacabianca.eu/feed/


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