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Rapina al portavalori vicino all’Auchan di Giugliano: bottino ingente




Tre rapinatori armati di pistole e kalashnikov hanno assaltato un furgone portavalori che oggi, 8 settembre, stava attraversando le strade del centro commerciale Auchan di Giugliano, in provincia di Napoli.

 

Il colpo è avvenuto in mattinata, i criminali sono riusciti a portare via solo l’ultimo plico, quello appena ritirato dal Decathlon; nel bottino circa 14mila euro e le pistole dei due vigilanti addetti al prelievo degli incassi. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli.

La rapina è avvenuta intorno alle 12, quando il portavalori stava concludendo il giro tra i negozi del centro commerciale. Aveva già effettuato i prelievi da gran parte delle attività, trasportava verosimilmente diverse centinaia di migliaia di euro. I criminali sono entrati in azione mentre il vigilante stava tornando verso il furgone; erano in tre, a volto coperto, probabilmente almeno un quarto componente del gruppo era appostato poco distante per la fuga. Gli hanno sbarrato la strada e lo hanno minacciato con le armi, costringendolo a consegnare il denaro.

Una rapina studiata nei particolari, tranne per un dettaglio: alla vista dei criminali la guardia giurata che attendeva il collega accanto al mezzo ha chiuso il portellone, non più accessibile dall’esterno. Così i criminali hanno dovuto “accontentarsi” del plico che l’altro vigilante aveva appena ritirato: sono scappati a bordo di un’automobile con i 14mila euro e le due pistole dei vigilanti. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Giugliano.
Duro il commento del leader storico della associazione nazionale guardie particolari giurate Giuseppe Alviti: “Continua la mattanza sociale delle guardie giurate che operano nel settore appartenente ai trasporti valori. Purtroppo lo Stato è latitante e per tipi di lavoro del genere ci vuole un controllo del personale più appropriato oltre che ad regole d’ ingaggio serie e valevoli come auto di scorta in borghese che prevedano e seguano il convoglio con i soldi, quando si tratta di sicurezza non si può risparmiare e anche questa volta siamo fortunati che non sia scappato il morto. Siamo da subito pronti ad una marcia su Roma di tutto il settore e sensibilizzerò anche la triplice attualmente assente in questa problematica”.

‘Omicidio dello zainetto’ 7 ergastoli per boss e gregari del clan D’Amico.

Il 9 aprile 2019 i killer fecero fuoco appena videro l’obiettivo. Anche se era in compagnia del nipotino, anche se erano a poca distanza da una scuola. Luigi Mignano si trascino’ a fatica verso l’ingresso dell’istituto scolastico e mori’ crivellato di proiettili. Dietro di lui a terra rimase uno zainetto, lasciato cadere dal bimbo che per miracolo non venne colpito. Il cognato del boss Ciro Rinaldi e’ stato ucciso in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha inflitto per questo omicidio di camorra sette ergastoli.

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Carcere a vita a Salvatore Autiero, Pasquale Ariosto, Gennaro Improta, Giovanni Salomone, Giovanni Musella, Umberto Luongo e Ciro Rosario Terracciano. Quattordici anni sono stati inflitti invece al pentito Umberto D’Amico. Tutti accusati di aver preso parte alle fasi preliminari e organizzative dell’agguato nell’ambito della guerra trentennale tra i Rinaldi e i Mazzarella, con la loro appendice dei Luongo-D’Amico.

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Fonte: https://www.cronachedellacampania.it/cronaca/cronaca-nera/feed/


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